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Rolls-Royce Derwent
Anni '40 - inizio anni '50



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Note storiche

Il Rolls-Royce Derwent fu uno dei primi motori a reazione che furono costruiti in grande serie nell’immediato dopoguerra per equipaggiare vari velivoli militari e civili. Derivato dal motore Rolls-Royce Welland del 1943, il Derwent riprende in larga parte l’impostazione costruttiva di base dei prototipi dell’ing. Frank Whittle, con compressore centrifugo monostadio. Il suo sviluppo tecnico, avviato nel 1944, fu strettamente connesso con quello del Rolls-Royce Nene, di maggiori dimensioni e prestazioni. Il Derwent rimase in produzione fino all’inizio degli anni ’50 attraverso varie serie costruttive, caratterizzate da continui miglioramenti tecnici e prestazionali. I motori della serie 5, prodotta dal settembre 1945, furono utilizzati sui Gloster Meteor F4 ed equipaggiarono anche il prototipo Avro Canada C-102, che nel 1949 divenne il secondo velivolo di linea al mondo con motori a reazione. Il Derwent venne impiegato per equipaggiare l’Aerfer Sagittario 2, il primo velivolo costruito in Italia che riuscì a superare stabilmente la velocità del suono il 4 dicembre del 1956.

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Scheda tecnica

CostruttoreRolls-Royce, Derby, Regno Unito, dalla metà degli anni ’40 all’inizio degli anni ’50 (varie versioni)
TipoDerwent (dati relativi alla versione 5)
Descrizionemotore aeronautico turbogetto monoalbero
Compressorecentrifugo monostadio a doppio ingresso (due giranti gemellate con 30 palette ciascuna; potenza assorbita circa 8000 CV in condizioni di spinta max. statica
Rapporto di compressione4.1
Portata d’aria max.28.1 kg/s a 15000 giri/min., sul livello del mare (s.l.m.)
Combustore10 camere tubolari a flusso diretto, con induttori di swirl attorno agli iniettori-bruciatori, temperatura max. 837 °C
Turbinaa flusso assiale monostadio, con una girante in acciaio forgiato, dotata di 54 palette in Nimonic e raffreddata ad aria
Eiettorea geometria fissa
Sistema di alimentazionecon un iniettore a doppio flusso di alimentazione (duple burner) in ciascuna camera tubolare, controllato da un sistema di compensazione automatica della portata di combustibile in funzione della quota di volo e delle condizioni di funzionamento del motore (velocità di rotazione, pressione, temperatura dell’aria et al.)
Combustibilejet fuel
Sistema di lubrificazioneforzato, con pompe a ingranaggi
Spinta max. statica17.8 kN a 15000 giri/min. sul livello del mare
Consumo specifico1.04 kg/daN/h
Diametro1092 mm
Lunghezza2248 mm (incluso eiettore)
Massa581 kg (inclusi avviatore elettrico e serbatoio dell’olio lubrificante, escluso il cono eiettore)
Rapporto massa/spinta max.0.33 kg/daN


Applicazioni

Velivoli De Havilland DH.106 Comet e DH.112 Venom; Saab J29 Tunnan.

 

L'esemplare esposto fa parte del patrimonio storico della Aeronautica Militare Italiana ed è stato restaurato dal Museo dei Motori nell’ambito di un progetto di ricerca, tutela e valorizzazione museale di motori aeronautici di varie epoche, realizzato congiuntamente tra la Forza Armata e l’Ateneo di Palermo in occasione del Centenario dell'istituzione dell'Aeronautica Militare.

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